Era l’autunno del 2016, il Vicesindaco di Cerveno mandava ai collaboratori della Casa Museo un breve e commosso messaggio: “Il forno della Casa Museo funziona!”. Era il primo, timido passo nel presente di questo forno storico, che si risvegliava con la festa de Lo Pan Ner, tenutasi in ottobre.
La bellezza di questo appuntamento, che sta diventando una tradizione, è proprio nel chiamarlo “festa”, nel restituirgli una dimensione allegra, informale e familiare, aperta a tutta la comunità, e nel rivivere profumi e atmosfere dimenticate.
Abbiamo così iniziato un cammino che ci ha portati “lontano”, un percorso cominciato quasi per gioco con una mappa storica e delle puntine da disegno. L’indagine è partita dalla semplice ricerca dei forni familiari nel centro storico di Cerveno, per il quale la grande sorpresa è stata la riscoperta di un numero di strutture molto più ampio del previsto, di un mondo fatto di usanze, di pane e di condivisione.
Si è rivelato subito indispensabile partire da qui e allargare la ricerca, riferendola agli ultimi due secoli, a un territorio che condivide tradizioni e risorse ma che, allo stesso tempo, presenta peculiarità identitarie: l’Ecomuseo Concarena Montagna di Luce, composto dai Comuni di Cerveno, Losine, Malegno e Ono S. Pietro, figli della Concarena.

Con il supporto indispensabile di Regione Lombardia che, con l’aiuto prezioso dell’Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS), ha creduto nel nostro progetto sostenendolo e incoraggiandolo, abbiamo da principio identificato, in ognuna delle comunità, la distribuzione degli elementi fisici necessari alla panificazione scoprendo, attraverso il lavoro di noi ricercatori, la presenza (o la memoria della stessa) di coltivazioni, mulini e forni. Lo scopo era redigere una puntuale carta tematica dei territori, fotografando un paesaggio produttivo ben definito con le sue peculiarità e differenze.
La ricerca, partita dal patrimonio materiale, si è poi occupata di indagare la parte immateriale attraverso la raccolta di testimonianze, usanze e ricette. Una ricchezza immensa che, lentamente, rischia di essere dimenticata, della quale è fondamentale raccogliere e trasmettere i saperi che ancora vivono nelle memorie e nelle manifestazioni tradizionali.
Poi ci sono gli oggetti fisici, che possono continuare a parlare solo con l’utilizzo costante, in un’ottica di tutela, protezione e preservazione che non prevede le sole musealizzazioni, ma li rende nuovamente vivi e valorizzati, in primis dai proprietari.
Il fine, oltre a voler restituire e valorizzare la bellezza dei centri storici attraverso la memoria, è anche quello di cercare di comprendere pienamente il paesaggio antropico vissuto, capirne la costruzione e la conformazione in relazione alla vita di chi lo ha pensato. Il prodotto finale, o iniziale, del nostro entusiasmo, è riassunto in una guida cartacea e in questo spazio dedicato su www.ecomuseoconcarena.it.
Una ricerca sulle trasformazioni storiche dei forni a partire dalla fine del XIX secolo, sulle usanze legate a questo
mondo e sulla loro presenza nella vita attuale. Vi si trovano inoltre approfondimenti sui rituali e sulle ricette tradizionali, nonché sulle dinamiche lavorative e sociali innescate dalla coltivazione e trasformazione dei cereali. Il tutto ponendo la doverosa attenzione all’uso della lingua dialettale nelle pratiche raccolte, nelle ricette e nell’identificazione delle famiglie.